top of page

La favola come dimora

  • 9 mag 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 10 giu


la favola come dimora

"if we have the habit of freedom and the courage to write exactly what we think;

if we escape a little from the common sitting–room and see human beings not always in their relation to each other but in relation to reality;

and the sky too, and the trees or whatever it may be in themselves;

if we look past Milton’s bogey, for no human being should shut out the view;

if we face the fact, for it is a fact, that there is no arm to cling to, but that we go alone and that our relation is to the world of reality and not only to the world of men and women, then the opportunity will come..." [...]


"se prenderemo l’abitudine alla libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo; se ci allontaneremo un poco dalla stanza di soggiorno comune e guarderemo gli esseri umani non sempre in rapporto l’uno all’altro ma in rapporto alla realtà; e così pure il cielo, e gli alberi, o qualunque altra cosa, allo stesso modo; se guarderemo oltre lo spauracchio di Milton, perché nessun essere umano deve precluderci la visuale; se guarderemo in faccia il fatto – perché è un fatto – che non c’è neanche un braccio al quale appoggiarci ma che dobbiamo camminare da sole e dobbiamo entrare in rapporto con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà l'opportunità..."


Le conferenze tenute a Cambridge da Virginia Woolf nel 1928 attraversano i secoli senza invecchiare. Verranno raccolte e daranno vita a “Una stanza tutta per sé": quello spazio irrinuniciabile per scrivere - e più in generale esprimersi - è in realtà un’attitudine che l’autrice invita a sperimentare. La vita come dimora è quella da vivere, una favola da scrivere fatta di stanze da abitare..

Perché ogni messaggio esercitato è già diffuso e scrive la favola più vera. Quindi... make your own "once upon a time"!

bottom of page