Le Judy
- 28 dic 2024
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Un usato dai baveri larghi in raso e un pantalone di taglio maschile: ed è subito Teddy Girl!
Nella Londra postbellica e pre-rockabilly nasce la prima sottocultura giovanile. Ma di ogni universo la storia insegna sempre a farne due mondi: gli uomini da un lato, le donne dall'altro. Nessuna eccezione per i Teddy, boy and girl, del secondo dopoguerra anglosassone.
Se i ragazzi riempiono le prime pagine dei giornali con bravate violente commesse in abiti eleganti, il contraltare femminile traduce elementi simbolici in scelte e ne fa anche un'identità visiva. Diversamente dai loro coetanei, le Judy (altro nome delle Teddy Girl) recuperano gli abiti edoardiani dai mercatini e non dalle boutique, li riqualificano, li mescolano. Li usano non per appropriarsi di un'idea, ma per distinguersi da quella.
Sono giovani donne della classe operaia che indossano il pantalone dentro e fuori dalla fabbrica. Non si limitano ad indossare le giacche edoardiane, ma le modificano e le modellano con ago e filo. Si ribellano così all'austerità postbellica e al giogo del controllo domestico, sostanziando i fatti con elementi di stile. E fanno la loro parte di una storia che bisogna continuare a scrivere.



